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Foto di Vanna Sereno:

LE ORIGINI. La fortezza fu costruita a spese del principe Filippo dei Savoia Acaia al quale i fossanesi, nel 1314, fecero “atto di dedizione”. L'edificio sorge fra il 1324 e il 1332 come robusta struttura militare: su di un impianto quadrilatero di cortine merlate, quattro torri disposte sulle diagonali si innalzano possenti con il loro compatto volume in muratura di laterizio; il fossato sui tre lati verso la città, la scarpata giardino fortificato verso la pianura e una palizzata che correva intorno alla città, ben assolvevano alle funzioni di avvistamento e di difesa da parte dei clientes, ovvero dei soldati in armi. La trasformazione della fortezza in palazzo signorile è iniziata con la morte di Ludovico d'Acaia e l'estinzione del casato nel 1418.

I SAVOIA: DA FORTEZZA A PALAZZO. La città e il castello passano sotto il dominio dei Savoia che, con il duca Amedeo VIII, trasformano il castrum in palatium, prestigiosa residenza della corte e allo stesso tempo ancora fortezza che, ad esempio, resisterà per più di un mese all'assalto dei Francesi nel 1536. Nel 1484 Carlo I di Savoia avvia il completo rinnovamento della struttura. Vengono creati all'interno delle cortine trecentesche quattro corpi di costruzione comprendenti il “palazzo” con le sale di parata del duca verso il giardino a ovest, altre sale su porticati a est e sud. Il corpo settentrionale, entro il quale si trovava lo scalone, vede formate, sopra le due campate di porticato, logge sovrapposte di pilastri cilindrici che reggono quattro campate di archi su due livelli.

I maggiori interventi quattrocenteschi consistettero dunque nella realizzazione dell'aula magna o sala del trono (con soffitti a cassettoni), dell'alloggio del principe, della cappella, delle cantine, della quinta torre (addossata alla cortina nord) per le cucine, forni e servizi e nell'apertura di numerose finestrature. Risale a quest'epoca la realizzazione del caratteristico cortile con porticato a colonne in marmo bianco, i cui capitelli, scolpiti da Gaspare Solari, recano lo stemma sabaudo tra elementi fitomorfi.

GLI ILLUSTRI ABITANTI. Illustri personaggi dimorarono nel palazzo nel XVI secolo. Nell'anno 1500 il castello venne assegnato a Bona di Savoia, vedova di Galeazzo Sforza, che vi dimorò fino al 17 novembre 1503, anno della sua morte. Nel 1562 Emanuele Filiberto, alla presenza del cardinale di Lorena, del vescovo di Orleans, dei signori di Alluye e di Birague, siglò il “Trattato di Fossano” con il quale si concludeva un lungo periodo di lotte e ostilità con i francesi. Negli ultimi vent'anni del Cinquecento, Carlo Emanuele I e sua moglie Caterina d'Austria ordinarono ulteriori lavori di abbellimento. Risalgono a quegli anni la realizzazione sulle due torri ad ovest delle logge ad archi con vista sulle Alpi e gli interventi decorativi del pittore fiammingo Giovanni Caracca, del quale si conserva ancora la volta di una sala dipinta a grottesche (1590 circa).

DA PALAZZO A CARCERE. Dalla seconda metà del Seicento, consolidato il regno di Casa Savoia, il Castello viene trasformato in carcere. Nel 1689 vengono rinchiusi i valdesi della Val Pellice, perseguitati per ragioni religiose e politiche; dei 1800 prigionieri, molti poi perirono di stenti. Il Settecento e l'Ottocento vedono ulteriori pesanti interventi che trasformano il maniero e l'intera area circostanza in quartiere militare (1703, caserma degli stalloni a occidente su progetto del Falconetti; 1723, magazzino del grano a sud; 1796, quartieri militari su progetto dell'architetto Mario Lodovico Quarini alla porta di San Martino, la quale è riedificata su progetto dello stesso Quarini in collaborazione con l'architetto Bocca; XIX secolo, le caserme sul lato sud-occidentale e infine l'ala del mercato sul lato occidentale; il fossato viene progressivamente riempito per ricavare una vera piazza d'armi).

Gli elementi di cultura neogotica della facciata est e le stesse torrette semicircolari addossate alle torri sono frutto degli interventi attuati intorno al 1860 per trasformare tutti gli interni in celle carcerarie; a quell'epoca scomparve anche la torre del ponte levatoio al centro della facciata est. Nel primo Novecento per qualche tempo servì come reclusorio e caserma fino al 1943; dopo la seconda guerra mondiale, per alcuni anni, fu rifugio degli sfollati e senzatetto.

                                                                                                                                                                                        cuneocronaca

webmaster:  Vanna Sereno